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Dott.ssa Arianna Scarpellini

Dott.ssa Arianna Scarpellini

PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA NATUROPATIA

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A Cesena, Gambettola, Savignano e Mercato Saraceno

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MEDIAZIONE FAMILIARE (Consulente matrimoniale),
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Articoli Psicologia | Data: 11/12/2013 | Argomenti: mediazione familiare

ADESCAMENTI SU FACEBOOK, PREVENIRE SENZA VIETARE

Intervistata dal quotidiano La Voce dopo spiacevoli fatti di cronaca, spiego come prevenire il rischio di adescamento a minori sui social network, senza ricorrere ai divieti o al "terrorismo", solitamente più dannoso che utile in questi casi.

Adescamenti su Facebook, prevenire senza vietare

A cura di Arianna Scarpellini © Riproduzione e divulgazione permessa solo dietro consenso scritto Richiedi consenso

Tratto dall´articolo di G.P.Travini pubblicato su "La Voce" - ediz. di Cesena del 22 agosto 2013 (vedi PDF).

CESENA - Adescamenti su Facebook a minori. Appena martedì a Savignano è stato denunciato dalla Polizia un operaio italiano 21enne per aver contattato una 12enne di Cesena e averle regalato un telefonino con dentro un filmato porno in cambio, sperava, di un rapporto sessuale. I social network continuano così ad essere anche un ricettacolo di pericoli per i più inesperti. E i genitori non sempre possono accorgersene in tempo. Non è semplice regolarsi con i teenager senza fare la figura dei mamma e papà rompiscatole, ma è normale che di fronte ai casi di cronaca che continuano a presentarsi ci sia una volontà di intervento.

La dottoressa Arianna Scarpellini, consulente cesenate per il Tribunale in psicologia giuridica ed esperta psicoterapeuta in mediazione familiare prova a dare qualche suggerimento: "Bisogna principalmente costruire un dialogo con i figli, instaurando un rapporto di fiducia e di serenità che possa nel futuro far saper loro che possono aprirsi senza timori - spiega la psicologa -. Io individuo questo momento di dialogo nell´ora di cena, dove è possibile che tutta la famiglia riesca a riunirsi".

"I genitori devono affiancarsi, e non imporsi - specifica la dottoressa Scarpellini . Con il ‘terrorismo´ si ottiene l´effetto contrario. L´ideale sarebbe che i genitori avessero la possibilità di conoscere tutti quelli che i figli conoscono sui social. Il genitore deve diventare una figura di riferimento con cui confrontarsi durante l´utilizzo di internet".

Esperienza diretta: "Una volta è venuto da me un genitore che temeva la possibilità di molestie sulla figlia: aveva la sua password per accedere al profilo di Facebook, ma non gliela aveva ‘sottratta´... semplicemente la figlia gliel´aveva data. Dopo opportune verifiche si è rivelata una situazione non a rischio, ma è ovvio che il controllo parentale abbia avuto ottimi effetti. Questa è la maniera più semplice e meno invasiva per agire".

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Gian Piero Travini

Fonte: La Voce edizione di Cesena del 22 agosto 2013 (vedi in PDF)

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